ITALIANI LO SIAMO TUTTI. ROMAGNOLI SIAMO SOLO NOI
Anime plurime, quelle dei romagnoli. Anime arroccate in castelli medievali, distese nella placidità della campagna, gettate nel mezzo del mare e abbarbicate sulle colline verdi e placide. Anime plurime, quelle dei romagnoli. Ma anime che battono all’unisono. È proprio vero che la Romagna è una terra di difficile comprensione, frastagliata com’è fra mare e montagna, campagna e città. La Romagna: la più italiana delle regioni. Anche nello spirito di divisione. Un insieme così eterogeneo di territori che è stato urbanizzato da una solerzia arcana, spinta da epoche romane o fors’anche più antiche. Ma la pluralità degli animi romagnoli è anche nella direzione verso cui tendono dall’intimo. Le grandi ideologie novecentesche hanno colonizzato i cuori dei romagnoli, stufi dei ...
Orgogliosi di essere provinciali. E soprattutto romagnoli
Noi romagnoli, in fondo, siamo tutti dei provinciali. E, invece di camuffarci con improbabili contraffazioni metropolitane, dovremmo essere felici ed orgogliosi della nostra genuina provincialità! Più giro per il mondo, più mi convinco che la fortuna più sfacciata che ho avuto nella vita è stata quella di esser nato in Romagna. Vedo il caos delle grandi città, e mi crogiolo nella quiete dei nostri placidi borghi; mi deprimo passando per le periferie delle metropoli, e torno a far respirare lo spirito vedendo le nostre campagne; rasento la pazzia in una bollente giornata estiva nella gabbia di Milano, e torno alla sanità mentale tornando a casa e gettandomi nel mare, o riequilibrando la temperatura con il fresco serale delle nostre colline. ...
Fede e valori dei comunisti nella Romagna del dopoguerra
La fede politica è cosa diversa da quella religiosa, nasce su valori che si acquisiscono con l’educazione famigliare e il percorso di vita attraverso lo studio, il lavoro, le amicizie, a contatto con la realtà che fornisce sempre stimoli. Nella Romagna del dopoguerra l’eredità disastrosa del fascismo e l’influenza della lotta di liberazione nazionale, con l’approdo alla Costituzione repubblicana, la rinascita dei partiti e l’inizio della stagione democratica, costituirono i principali presupposti per l’affermarsi di nuovi valori e fedi politiche. Che crebbero misurandosi con la ricostruzione e la successiva fase di sviluppo economico che portarono a una forte espansione del proletariato industriale, alla evoluzione di quello agricolo e alla crescita del ceto medio. Un contesto segnato dalla divisione politica e sindacale a seguito ...
Il problema Hera esiste, è ora che la politica lo affronti
Concludo l’anno aderendo alla richiesta di vari lettori che nei mesi scorsi mi chiesero di fare i conti in tasca a Hera. Citerò i dati dell’ultimo bilancio chiuso, quello del 2007, che figurano nel sito Internet dell’azienda, richiamando poi le promesse fatte nel 2002 da chi aderì frettolosamente, senza confronto politico e consultazione dei cittadini, al progetto di fusione dell’allora Sindaco di Bologna Guazzaloca, uomo non di sinistra eletto dal centrodestra. I ricavi totali che figurano nel conto economico sommano 2.863,3 milioni di euro, che salgono a 3.032,8 come descritto nel riassunto delle attività di settore; mentre i “clienti”, che è più appropriato chiamare utenti visti rapporti e condizioni, superano di poco 1 milione di unità nei servizi a massima estensione, cioè ...
Gli errori regionali sottolineano la necessità del cambiamento
Durante un incontro sulla grande viabilità in Emilia-Romagna il direttore della società Autostrade e l’assessore regionale ai trasporti hanno informato che nei prossimi anni saranno realizzati, con il concorso dell’Anas, diverse centinaia di Km di autostrade, superstrade, strade statali, raccordi e varianti viarie, ecc. ecc. Bene, ma nel lungo elenco delle opere annunciate, che avranno un costo di oltre 100 miliardi di euro, l’assessore Peri si è “dimenticato” di una parte della Romagna non inserendo la S.S. interregionale 67, che tra Ravenna e Forlì è rimasta al livello di 150 anni fa e da Forlì al confine toscano è stata ammodernata per appena il 15% del percorso. Questa assenza stride maledettamente con il fatto che la parte romagnola di tale importante arteria ...
Caro Voltaire, siamo proprio messi male
Sono trascorsi più di due secoli da quando Voltaire, filosofo, letterato e storico francese scrisse il “Trattato della tolleranza”, un classico dell’illuminismo che prese di mira l’ancien règime nel quale dominavano fanatismo, oscurantismo e discriminazioni, punto di partenza della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadino” varata nel 1789 che gettò le fondamenta delle libertà di religione e di pensiero che poi si diffusero in Europa e nel mondo. A quei valori si ispira la Costituzione italiana che in vari articoli fissa principi di eguaglianza tra gli uomini, libertà politica e religiosa, parità dei cittadini di fronte alla legge, condanna del razzismo e della intolleranza. Eppure in questi ultimi mesi in Italia si succedono fatti e si vedono situazioni che rischiano di ...
CESARE TREVISANI, L’AEROPORTO DI PISIGNANO E IL FUTURO DELLA ROMAGNA
Fa riflettere il dibattito messo in atto dalla dichiarazione in merito all’aeroporto di Pisignano di Cesare Trevisani, il romagnolo vicepresidente nazionale di Confindustria per le infrastrutture, la logistica e la mobilità. La situazione degli aeroporti romagnoli non va, e per risolverla c’è la possibilità di trasformare l’attuale aeroporto militare di Pisignano nell’aeroporto della Romagna. Il dibattito sul merito di questa proposta appartiene a tecnici ed esperti. Ma ha innescato una raffica di commenti e prese di posizione, ed è questo che forse maggiormente fa pensare. Per la prima volta da tanti anni a questa parte si sente un’idea forte per il territorio romagnolo che proietta queste zone verso il futuro senza passare da Bologna. Ma, per forte che sia questa ...
Orgogliosi di essere provinciali.. soprattutto romagnoli
Noi romagnoli, in fondo, siamo tutti dei provinciali. E, invece di camuffarci con improbabili contraffazioni metropolitane, dovremmo essere felici ed orgogliosi della nostra genuina provincialità! Più giro per il mondo, più mi convinco che la fortuna più sfacciata che ho avuto nella vita è stata quella di esser nato in Romagna. Vedo il caos delle grandi città, e mi crogiolo nella quiete dei nostri placidi borghi; mi deprimo passando per le periferie delle metropoli, e torno a far respirare lo spirito vedendo le nostre campagne; rasento la pazzia in una bollente giornata estiva nella gabbia di Milano, e torno alla sanità mentale tornando a casa e gettandomi nel mare, o riequilibrando la temperatura con il fresco serale delle nostre colline. ...
UN PO’ DI ORGOGLIO PER CORTESIA…
Sono stufo. Ovunque vada, portandomi appresso con orgoglio la mia identità ravennate, mi scontro con dei muri di disprezzo. “I ravennati sono dei gran zucconi”, dicono nelle altre parti della Romagna. “A noi qui la gente di Ravenna piace poco” sibilano in qualche zona della Valmarecchia. “Gente un po’ chiusa” fanno eco più discretamente nelle altre parti d’Italia. “Bella Ravenna eh”, aggiunge qualcun altro, “ma la gente non è molto socievole”. “I ravennati non sanno guidare”, hanno il coraggio di dire i forlivesi. Di tutto questo sono proprio stufo. Per questo rivolgo un appello ai lettori della Voce. Ai lettori romagnoli. Un po’ di rispetto. Basta dire che i ravennati sono chiusi. Mettetevi nei loro panni. Intanto hanno i piedi piantati nelle ...
Ci vogliono trasformare in bolognesi di periferia
Alea iacta est. Sono calate anche le ultime maschere, e il Moloch bolognese ha mostrato le fauci e i denti aguzzi. Con un orrendo strumento burocratico dal nome che suona misto di pernacchia e ordine sovietico (Ptr, piano territoriale regionale) in regione la linea l’hanno mostrata chiara: Bologna è capitale, e tutto il resto è periferia. Così hanno deciso. La Romagna, che era già stata abolita per legge con il nuovo statuto, ora si potrebbe semplicemente indicare come “lontana periferia di Bologna”, e i comuni si potrebbero trasformare in sedi di circoscrizioni. Insomma, impariamo a dirci bolognesi di periferia, perché quello che dall’alto ci viene imposto più o meno è questo. L’obiettivo della regione dunque non è un territorio regionale complesso e ...


