E’ sotto gli occhi di tutti che il marketing stia cambiando a velocità impressionanti.

L’evoluzione tecnologica e sociologica, seppur separate, procedono parallelamente modificando le tradizionali credenze in fatto di competenze ed investimenti economici e professionali.

Il dilagare dell’ e-WoM (electronic word of mouth – il passaparola generato nel web, per intenderci), ha portato sempre più brand e aziende a virare verso il mondo dell’online e a intravedere lì della comunicazione con i propri clienti.

Avere un sito web aziendale oggi però non è più sufficiente per ottenere nuovi clienti: il nuovo modo di fare marketing impone l’interattività tra clienti e brand e di conseguenza la necessità di gestire le pubbliche relazioni in maniera costante ed adeguata.

Il campo d’applicazione di competenze ed investimenti sta quindi virando in maniera massiccia sul digitale, ed in particolar modo su un utilizzo fruttuoso dei social network.

Nonostante tutto rimangono ancora molte domande ed incertezze su questo mondo e sulle dinamiche che lo governano, non di meno sulle figure che vi operano.

In questo nuovo mondo, il social media manager è una figura che si sta ritagliando un ruolo specifico, con competenze che coniugano creatività e capacità di programmazione strategica, protagonista dello sviluppo della comunicazione digitale professionale.

Il suo compito è quello di gestire l’immagine online del brand sui diversi social network sui quali è presente, creando ed implementando strategie e campagne specifiche per ognuno, secondo le caratteristiche intrinseche che lo contraddistinguono.

Dotata di una sensibilità che consente di percepire i cambiamenti in atto nella comunicazione, questa figura influenza il modo di pensare e di fare conoscenza, stimolando la conversazione e l’interazione empatica dei fan di un determinato prodotto con il brand, cercando di non renderne troppo esplicita la promozione, tipica di strategie di marketing oramai obsolete.

Sebbene in Italia questa ancora non sia una figura aziendale di cui si senta la necessità, è importante valutare come il territorio della comunicazione si sia spostato dall’offline all’online e che se anche un’azienda non parla online, altri parleranno di lei e per lei, per cui si rende fondamentale un monitoraggio delle conversazioni.

Pur pagando lo scotto di generazioni di professionisti che hanno accumulato esperienze su modelli passati di business e che ancora faticano a riconoscere nel SMM una figura di importanza strategica, le competenze che lo contraddistinguono se ben integrate nelle dinamiche di comunicazione di un’azienda, producono anche una sicura amplificazione delle competenze generali di chi opera nel web marketing.

Le caratteristiche che contraddistinguono questa nuova figura, a metà tra il digitale ed il sociale, sono: una grande conoscenza tecnica delle piattaforme e degli strumenti a disposizione, ottime doti di scrittura e una spiccata sensibilità nel cogliere gli interessi e le esigenze della community di riferimento, nonché la capacità di presidio costante del flusso di informazioni online.

La versatilità è un altro aspetto fondamentale per un SMM, che deve sapersi muovere tra diverse discipline che vanno dalla fotografia alla programmazione, dai fondamenti di Marketing ai video, saper scrivere ed insegnare, conoscere i programmi di grafica e i fondamenti della SEO, ed infine, ma non ultima, avere una predisposizione empatica verso il prossimo.