È ufficiale: l’Italia è il primo paese europeo ad aver adottato un pacchetto di norme sul crowdfunding per le imprese start-up innovative, tramite portali on-line. Per Crowdfunding (che letteralmente significa “finanziamento della folla”) generalmente si intende una raccolta fondi che avviene grazie alla viralità del web, mobilitando la rete di contatti personali (amici, follower, fan) che diventano potenziali donatori e “procacciatori” di altri contatti.
Il regolamento, definito dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), pone in particolare dei paletti ai gestori dei portali internet abilitati alla raccolta degli ordini, oltre ad una serie di obblighi generali di comportamento.

Tra le principali novità c’è l’introduzione della fedina penale immacolata per chi si occupa di reperire i capitali, che tra l’altro ha l’obbligo di iscriversi ad un apposito albo.

I gestori autorizzati devono operare con diligenza, correttezza e trasparenza, mentre gli investitori devono ricevere completezza di informazioni,  sempre aggiornate e non fuorvianti.

Il pacchetto di norme inoltre applica il criterio della soglia dei 500 Euro, al di sotto della quale chi desidera investire  potrà limitarsi a rispondere ad una serie di quesiti online il cui obiettivo è quello di fornire tutte le informazioni relative ai potenziali rischi cui il risparmiatore va incontro.

Al di sopra di questa soglia, invece, il gestore dovrà valutare se per l’investitore l’impegno economico non comporti rischi troppo elevati. Per fare questo si avvarrà dell’ausilio di una banca (o Sim) che dovrà fornire un profilo dell’investitore e della sua disponibilità economica.